AIL SEMPRE VICINA AI PAZIENTI CON LA FORMAZIONE DEI VOLONTARI

«La cura del benessere del volontario è la cura del benessere dell’Associazione – dichiara Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL – L’organizzazione vuole che i suoi volontari siano sereni e responsabili, vuole accrescere la cultura del dono solidale e potenziare le fila dei suoi volontari. Mettere a punto programmi di formazione specifici e linee guida omogenee da nord a sud del Paese è la strategia vincente. La Scuola nasce dopo un lungo lavoro, grazie all’esperienza maturata dai volontari più esperti e dalle competenze delle psicologhe AIL. Vogliamo che essa diventi punto di riferimento per quanti desiderano avvicinarsi alla nostra organizzazione e che consenta quell’ulteriore salto di qualità che oggi è richiesto al Terzo settore».

La Scuola di Formazione, da Bolzano a Ragusa, ha l’obiettivo di insegnare i principi e i valori fondamentali del volontariato per realizzare in maniera efficace la mission dell’Associazione. Il programma di studio comprende tre giornate di lavoro, una formazione di base tenuta da volontari esperti, da psicologi e personale sanitario e, per le giovani leve, incontri formativi, colloqui e tutoraggio con supervisione delle attività. La tendenza è verso la continuità formativa.

 «Il Terzo settore è stato usato per troppo tempo come ruota di scorta, come strumento per colmare i vuoti del welfare, ancora oggi spesso la politica non ascolta le sue richieste – fa notare Marco Damilano, Direttore de L’Espresso – Ma l’Italia di domani non può fare a meno del volontariato e sarà fatta di enti no profit, imprese, cittadini e volontari. Per questo, il volontariato deve uscire dagli schemi tradizionali pur conservando i suoi valori, deve uscire dai soliti confini e diventare una realtà che include e accoglie».

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